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Il dibattito sulla prostituzione legale

Amato e il proibizionismo di Stato

Multare o incarcerare significa negare una libera scelta di cittadini liberi e maggiorenni

di Luca Bagatin - 10 maggio 2007

Ancora una volta tutti a prendersela contro il mestiere più antico del mondo. Tutti a prendersela con le prostitute e soprattutto con i relativi clienti. Quattro anni fa ci aveva già pensato il governo Berlusconi con un disegno di legge (fino a 4 mila euro di multa) approvato in consiglio dei ministri e poi dimenticato in Parlamento.

Oggi a rilanciare la crociata anti-prostituzione ci pensa il ministro ulivista dell"Interno Giuliano Amato: per eliminare la prostituzione bisogna renderla illegale. Ovvero punire pesantemente i clienti, come in Svezia (ove peraltro mi risulta ci sia il più elevato tasso di suicidi ma, questa, parrebbe un"altra storia). Magari arrivando anche al carcere per gli stessi. Assurdo, aberrante direi. Già è di per sé aberrante il fatto che dopo la chiusura delle "case di tolleranza" voluta dalla senatrice Merlin nel 1958, le prostitute si trovino ad esercitare il loro mestiere in strada, alla vista di tutti, questo sì vero degrado per loro e per chi ha concezioni di vita diverse (in entrambi i casi, da laico e liberale, non sto a giudicare né l"uno né l"altro caso).

Prima della chiusura delle dette "case", infatti, ci raccontano i nostri nonni e bisnonni, non vi era affatto pubblico degrado, violenza, malaffare e sfruttamento legato a determinate consuetudini. Non a caso prima del "58, perfettamente legali ed alla luce del sole, peraltro sotto un vero controllo medico-sanitario. Dal "58 ad oggi il fenomeno prostituzione è andato degenerando, giungendo a divenire degrado, sfruttamento, violenza e mero mercimonio spesso a tutto vantaggio di organizzazioni mafiose e legate al narcotraffico. Una sorta di alleanza strisciante fra proibizionismo dello Stato ed illegalità diffusa. Se oggi poi si pensa financo di multare o incarcerare i clienti si arriva, a parer mio, a negare una libera scelta dei contraenti: la prostituta (e, ricordiamo, non tutte le prostitute sono sfruttate. Alcune, maggiorenni e vaccinate, hanno scelto liberamente quel mestiere e non mi pare che lo Stato possa essere in diritto di sindacare tale libera scelta) ed il cliente. Maggiorenne e vaccinato anche lui.

Ecco che allora la risposta al malaffare diffuso legato al mondo della prostituzione (la cui colpa non è né del cliente né della prostituta, indentiamoci) risulta ancora una volta una seria regolamentazione. Come avveniva in Italia prima del "58 e come avviene tutt"ora in Olanda, senza morbosità alcuna, bensì con la consapevolezza che il malaffare va capito alla radice lasciando, per il resto, liberi gli individui maggiorenni e vaccinati di fare ciò che a loro più aggrada nel rispetto della libertà e della dignità altrui.

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