ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Archivio » 
  • Alla ricerca di soluzioni adeguate

Riforma sanitaria: scambio di idee tra medici

Alla ricerca di soluzioni adeguate

Esempi del passato e ottimizzazione delle risorse. Dibattito nato dall’<a href='http://www.terzarepubblica.it/articolo.php?codice=687' target='_blank'>articolo</a> di Greco

di Guglielmo Forgeschi - Cesare Greco - 31 marzo 2006

Concordo su gran parte dell\"analisi sviluppata dal dottor Greco, soprattutto in relazione allo scandaloso meccanismo di gestione politica delle nomine dei Direttori generali della Asa, Aou, istituti di ricerca, eccetera. Sono però scettico sulla reale efficacia di un “ritorno al passato" attraverso la riadozione del sistema mutualistico. I limiti dell"attuale Ssn non risiedono nel tipo di organizzazione e di finanziamento (Stato-Regioni-Asl) ma, piuttosto, nell"ottimizzazione delle risorse a livello periferico. In conclusione si potrebbe concludere dicendo che serve un Ssn con veri manager che facciano l"interesse del cittadino-contribuente-utente-paziente e non l"interesse del partito di turno.

Guglielmo Forgeschi

La risposta di Cesare Greco

Non si tratta di ripristinare sistemi del passato, che peraltro funzionavano egregiamente e mantenevano un attivo di bilancio, spesso investito in immobili, garantendo agli assistiti tutte le prestazioni nella struttura, pubblica o privata, di loro scelta. Chi ha vissuto tutte e due le esperienze lo sa bene. Con l"attuale sistema di finanziamento a Drg, un ospedale pubblico, essendo rimborsato in modo forfettario, se incrementa le prestazioni, soprattutto per le alte specializzazioni, aumenta solo le spese, non le entrate. Cosa diversa avviene per le cliniche accreditate. Inoltre, nessuno si cura di verificare quale sia la percentuale di re-ricoveri entro l"anno per ciascuna struttura. Faccio un esempio che conosco bene: se un paziente deve effettuare una procedura di angioplastica su due vasi coronarici, essendo il rimborso indipendente dal numero di vasi trattati, ma le spese di materiale doppie, in ospedale si procede di norma alla rivascolarizzazione completa, in casa di cura si effettuano due procedure separate con, di conseguenza, due ricoveri e due rimborsi. Quale dei due comportamenti è più etico e rivolto all"interesse del paziente? Oltretutto questo porta ad un aumento di casistica con conseguente maggiore appeal. Non è un caso che il sistema dei rimborsi a Drg è stato mutuato dagli Stati Uniti dove l"assistenza si basa sulle assicurazioni. Applicarlo alla medicina pubblica è semplicemente demenziale. Non è un caso che in Italia le grandi holding dell"ospedalità privata accreditata sono quelle che realmente hanno usufruito dei benefici di questa riforma, espandendosi come mai prima, soprattutto al nord, dove si è voluta dare un"impostazione liberale ad un sistema nato con intenti diversi riuscendo spesso a strappare all"ospedalità pubblica le migliori professionalità. La tanto sbandierata concorrenza pubblico-privato ha dato risultati umilianti per il pubblico, costretto a battersi con le mani legate. Certo il problema delle vecchie mutue era che assicuravano l"assistenza solo ai lavoratori dipendenti. Il così detto popolo delle partite Iva (professionisti, artigiani etc.) non era garantito, per non parlare dei disoccupati. Si tratta, dunque, di realizzare un sistema mutualistico (per i lavoratori dipendenti) assicurativo (per gli autonomi, ma proporzionato ai guadagni come per i lavoratori dipendenti) all"interno del quale ripartire i fondi in modo da assicurare comunque un"assistenza per tutti. Le vecchie mutue avevano utili enormi che venivano gestiti sullo stile dell"Enpam. I centri storici delle città sono pieni di palazzi su cui ancora si può leggere Inam, Enpas e così via, che ne indicava la proprietà. Spesso, oltretutto, anche esse finanziavano la politica. L"affidamento del sistema ad associazioni no-profit, che all"epoca praticamente non esistevano, con rigorosi controlli sulla congruità delle richieste di rimborso e sull"attuazione di protocolli assistenziali, che non tengano in conto l"interesse di chi eroga le prestazioni, ma dei pazienti, potrebbe portare a liberare risorse da investire in assistenza territoriale. Si tratta comunque di prime riflessioni. L"apertura di un dibattito può solo che contribuire a trovare soluzioni adeguate.

Cesare Greco

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario