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Laici, liberali e repubblicani si uniscano

Al via la Costituente Gialla

Un progetto laico e liberale contrapposto al bipolarismo dominante

di Luca Bagatin - 04 giugno 2008

Avanti con la neo nominata "Costituente Gialla", ovvero con la Costituente Laica e Liberaldemocratica. Questo il progetto del Forum per l"Unità dei Repubblicani rilanciato all"Assemblea Nazionale dal portavoce Paolo Arsena e compagni. Il progetto è una forza laica e liberale in opposizione al bipolarismo dominante, a quei PD e PDL definiti "contenitori di plastica fatti di uomini e donne indistinti". Un progetto al quale guardano con simpatia anche gli esponenti del Partito Liberale di De Luca e quelli del Partito Repubblicano Italiano che non si riconoscono nella linea di La Malfa e Nucara di alleanza con il PDL di Berlusconi.

Un progetto che parta innanzitutto dalle Elezioni Europee e che possa dare vita finalmente ad una forte area liberale, democratica e repubblicana. Progetto a parer mio interessantissimo, per carità, ma, con il senno di poi, forse, assai veleitario e limitato. E" un progetto perseguito da molti di noi da lungo tempo, ma che sino ad oggi non ha dato alcun risultato concreto e produttivo e per diversi ordini di motivi. Il primo è la mancanza di una visione progettuale che metta d"accordo le varie anime dell"area laica. Possibile, a parer mio, solo se si va oltre i concetti di "destra" e "sinistra" e si guarda ai programmi ed a progetti concreti. Il secondo è la necessità comunque di non scomparire dal panorama politico nazionale. Cosa che è accaduta ai Liberali (che peraltro ho votato e sostenuto io stesso) che all"ultima tornata elettorale hanno preso lo 0,3 % ed ai Socialisti di Boselli che hanno portato a casa un misero 0,9 %.

Coloro i quali hanno invece portato a casa dei risultati sono unicamente i laici che hanno accettato il compromesso, pur non rinunciando alla loro specificità progettuale e storica. Parlo dei 27 deputati Socialisti eletti nelle liste del PDL, dei Repubblicani del PRI eletti anch"essi nella compagine berlusconiana e dei Radicali eletti nelle liste del PD. Nessuno di loro è confluito formalmente nei rispettivi partiti unici e ciascuno di loro prosegue le sue battaglie in sostanziale autonomia. Personalmente, poi, debbo confessare che l"attuale Governo Berlusconi ha lasciato inaspettate quanto fondamentali possibilità proprio a questi laici. Tre ministri liberalsocialisti (Sacconi, Brunetta e Frattini) che stanno portando avanti riforme importanti a partire dalla detassazione degli straordinari, dalla piena attuazione della Legge Biagi, dalla lotta ai fannulloni in ogni settore, all"abolizione dell"ICI e per una politica estera occidentale ed a sostegno di Israele. Da non dimenticare il recepimento delle istanze dei Repubblicani: abolizione delle Provincie, ritorno all"energia nucleare e rigore nei conti pubblici.

Detto ciò, penso di aver detto tutto. Forse uno schieramento ove è possibile lavorare oggi c"è ben più di ieri. Certo, c"è la questione dei diritti civili e delle libertà individuali. Siamo certi che se l"attuale Governo seguirà i dettami vaticani e clericali, sarà destinato a perdere ed a rendersi ridicolo e anacronistico in tutto l"occidente liberale e democratico. Berlusconi stesso pensi al leader inglese Cameron, a quello repubblicano McCian, al Premier francese e financo a quello spagnolo. Tutti portarori di istanze laiche, liberali e civili che sono vincenti e popolari. Il Popolo delle Libertà, quindi, scelga: o si fa portatore di vera libertà a 360 gradi o rimane la fotocopia della peggior Democrazia Cristiana e dell"MSI. I laici, liberali, liberalsocialisti e repubblicani si uniscano quanto prima invece. E siano vero gruppo di pressione al di là degli schieramenti, ma ben consapevoli ove oggi è possibile lavorare. Quantomeno nel medio periodo. Certo, un nuovo Partito Radicale dei Liberali e dei Riformatori, potrebbe essere rifondato ed essere nuovo luogo di aggregazione al di là della limitatezza delle definizioni "destra" e "sinistra". Per ora guardiamo al presente, poi si vedrà.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario