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I Giovani di Società Aperta

Affrontiamo il domani senza paura

Contro la crisi di futuro una nuova classe dirigente

di Roberto Paglialonga - 29 aprile 2005

Esiste una nuova classe dirigente che sappia rispondere alla crisi di futuro? Il tema è stato affrontato giovedì 28 aprile dai Giovani di Società Aperta in un incontro-dibattito tenutosi all’Art Cafè, uno dei locali più frequentati e conosciuti di Roma.

Alla relazione introduttiva del presidente dei Giovani di Società Aperta Luca Bolognini, incentrata sul declino in cui versa l’Italia e che costringerà le nuove generazioni a non poter sognare un futuro migliore rispetto a quello dei propri genitori, hanno fatto seguito gli interventi di numerosi giovani esponenti del mondo lavorativo, che hanno dato vita ad un dibattito quanto mai intenso e vivace, moderato dall’esperto Antonio Galdo, giornalista di Panorama e affermato scrittore.

Se Giuliano Da Empoli, direttore della rivista “Zero” e amministratore delegato di Marsilio, e lo scrittore Alessandro Piperno hanno sottolineato come non sussista l’ipotesi di uno scontro generazionale padri-figli dal quale far nascere la nuova classe dirigente che ripulisca la società italiana dalla gerontocrazia imperante, il conduttore di Sky Tv Pierluigi Diaco si è posto in aperto contrasto alla tesi del “generational divide”, che costringerebbe gli under-35 a non poter contribuire alle scelte politiche del Paese, sottolineando invece l’importanza di un “patto con i vecchi”, per evitare che i giovani si auto-ghettizzino scadendo in un improduttivo vittimismo.

Il direttore di Mediaquotidiano, Mario Adinolfi, invece, spalleggiato da Giuliano Gennaio, direttore di LiberalCafè, e Guglielmo Forgeschi, coordinatore di Dyalogue Italia, hanno sostenuto l’esigenza che i giovani mettano in rete conoscenze ed esperienze per potersi ritagliare un ruolo effettivo nella società, e per poter scuotere il sistema dal declino stagnante nel quale si trova e che rischia di soffocare proprio le nuove generazioni.

A conclusione del convegno è intervenuto anche Enrico Cisnetto, presidente di Società Aperta, che – ricordando come solo con la Politica (con la maiuscola) si possa far fronte alla crisi di futuro – ha invitato i giovani a riappassionarsi all’attualità e ad affrontare il domani con impegno, coraggio e liberi dalla paura.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario