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Le piccole Iri dei servizi in cerca di spose

Aem-Asm e il risiko delle utility

Cercasi socio disperatamente. Per diventare il terzo incomodo sul mercato italiano

di Alessandro D'Amato - 16 luglio 2007

Una proposta di matrimonio rifiutata sul nascere. Ma Renzo Capra, oggi presidente di Asm e presto a capo del consiglio di sorveglianza della maxiutility nata dalla fusione tra Brescia e Milano, non si dà per vinto. L’ipotesi di sposarsi con Hera, rilanciata durante un convegno organizzato alla Bocconi è stata stoppata sul nascere da Cofferati, che guarda verso Torino e Genova – quasi scartata l’ipotesi-Roma – per un’unione che sia omogenea anche dal punto di vista politico. Capra, però, non ha alcuna intenzione di fermarsi: 78 anni, una vita in Asm prima come responsabile dei servizi energetici, poi come direttore generale e quindi per quasi 10 anni sulla poltrona di presidente di una delle tante “piccole Iri” che ora cercano di diventare grandi per presentarsi come alternativa all’Enel sul mercato italiano. Ma per fare questo, bisogna prima che le utility comunali crescano di dimensione, e che lo facciano in fretta. E, mai come in questo caso, chi prima arriva meglio alloggia. Per questo Capra sta cercando un socio disperatamente. Perché la trasformazione in un ménage à trois del matrimonio con Milano gli consentirebbe di diluire le quote in assemblea, e di arrivarci da una posizione di sicuro vantaggio, visto che Brescia, ad esempio, rispetto all’alleato oggi ha un maggior know-how nel settore gas, che le ha permesso di andare in trattativa con Gazprom per un accordo che si chiuderà entro l’anno.

Ma la porta chiusa in faccia da Hera – anche se da Brescia fanno sapere che definire concluso il discorso con Bologna è prematuro – non esclude le altre opzioni. Quella di Enia, ad esempio. Anche se il presidente Andrea Allodi ha messo le mani avanti – “Dipende da cosa ci danno. E da quello che faranno con Edison ed Endesa” – rimane una delle più praticabili. Così come Iride (la multiutility nata dalla fusione tra Amga Genova e Aem Torino), che però, come detto, a questo punto potrebbe essere destinata in sposa – per ragioni politiche a Bologna. Certo, anche Capra avrebbe credenziali al riguardo: democristiano di sinistra, di recente ha anche presenziato a un convegno sull’etica nel capitalismo organizzato da Rifondazione a Milano. Altrimenti, un fronte da shopping più ancora più proficuo potrebbe essere il Veneto, dove tranne l’attivismo di Acegas – che si è alleata con Aps prima e Apga poi – ci potrebbe essere spazio per nuovi accordi. La strategia non è ancora ben definita. Ma presto dal fronte utility potrebbero arrivare delle vere sorprese.

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