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Quali nuove soluzioni ora?

A Napoli ancora spazzatura

Fallimentare il bilancio di De Gennaro a quasi quattro mesi dall’incarico

di Davide Giacalone - 26 aprile 2008

Quando De Gennaro fu mandato, poco meno di quattro mesi fa, con pieni poteri, a far valere la legge contro la spazzatura, osservai che:
a. non avrebbe potuto fare nulla di significativo;
b. la sua stessa nomina rappresentava una capitolazione delle istituzioni, un atto d’impotenza.
Mancano pochi giorni, alla fine del mandato, e per le strade di Napoli ci sono 600 tonnellate di rifiuti. 20 mila in provincia.

Il super commissario annunciò che avrebbe riaperto tutte le discariche. Scrivemmo che ciò sarebbe stato possibile solo violando la legge. Se ne rese conto e, difatti, in alcuni casi fece marcia indietro. Si sono, allora, approntati siti di stoccaggio, facendo crescere le montagne di spazzatura impacchettata in involucri chiamati “ecoballe”, ma che non hanno nulla d’ecologico, tant’è che inquinano. Intanto partono in continuazione treni colmi di spazzatura, destinata alla Germania, dove c’è chi s’arricchisce e, per giunta, produce energia elettrica. Si stanno preparando due nuove discariche, è vero, ma non solo non sono la soluzione di nulla, bensì la sicura premessa di danni e problemi futuri. Il bilancio di De Gennaro, quindi, è fallimentare, come previsto. Non è colpa sua, se non per l’aver fatto credere che le cose potessero andare diversamente. Anche solo supporre che una soluzione fosse possibile in quattro mesi equivaleva a dovere rinchiudere in un manicomio criminale i protagonisti dei precedenti quattordici anni di commissariato.

Ora s’annuncia un consiglio dei ministri a Napoli. Il primo del nuovo governo, quale segnale d’attenzione. I napoletani saranno lusingati, ma assieme al consiglio s’annuncia per certo anche l’arrivo del caldo, con quel che comporta. Siccome nessuno ha soluzioni magiche, ripeto che non se ne esce se non togliendo poteri agli enti locali, cacciando gli amministratori odierni, avocando il problema quale emergenza nazionale e avviando immediatamente la costruzione di termovalorizzatori e biodigestori. Non è che quelle decisioni eviteranno i miasmi del presente ed i rischi dell’estate, non risolveranno i problemi immediati, senza prenderle, però, saremo certi di tenerceli anche per l’avvenire. L’emergenza è sotto gli occhi e nei polmoni di tutti, ma si deve lavorare per la soluzione strutturale, non per la buca dove nasconderla.

Pubblicato su Libero di sabato 26 aprile

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