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Un dolce e caro saluto

A Giugen, l’instancabile sognatore Liberale

Dedicato a una persona davvero speciale

di Flavia Campailla - 22 aprile 2008

Che il destino fosse così crudele non avevo alcun dubbio. Che non guardasse in faccia nessuno, forse, un po’ meno. E così, incredula, scioccata, basita e fortemente amareggiata, non mi resta che sfogliare il diario dei ricordi romani e salutare il mio carissimo guru Giuliano Gennaio, il grande Giugen, che una calda domenica mattina di aprile ha voluto sottrarre al mondo dei comuni mortali. Troppo speciale per farvene parte.

Il Panda dop dei “FederConsumati”, il sognatore Liberale, direttore diurno e “notturno” di LiberalCafè.it, il VIP (Very Internet People) di Cortina D’Ampezzo, la voce dei microfoni di RadioAlzoZero, il catalizzatore dei blogger liberali, il fervido sostenitore di tutte le iniziative Under 35, l’Uno Nessuno e Centomila di DoveComeQuando, lo sportivo stagionale di primavera, che amava andare in bicicletta e chiacchierare con il Pastore errante di Saxa Rubra, inseguendo la sua libellula sul prato, il collega di lavoro che tutti avrebbero voluto avere, il TeddyBear in love, l’uomo dalle mille e inesauribili risorse, sempre sorridente e disponibile se n’è andato per sempre, ma il suo ricordo rimarrà vivo dentro tutte le persone che come me, hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

Da ieri notte nel cielo brilla una nuova stella, che continuerò ad ammirare in tutto il suo splendore.

Take it liberal!
Con infinito affetto,
Flavia

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario