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A che serve “qualche sasso in Capponaia”?

È il momento di cambiare seriamente

Ci vuole una terza forza come alternativa liberale e socialista per l'alternanza

di Luca Bagatin - 09 luglio 2007

Vorrei esprimere alcune brevi e personali considerazioni sull"assemblea "per una Costituente Liberalsocialista" che si è tenuta ieri a Chianciano e sul Congresso del Nuovo Psi. I Socialisti, come i Liberali, non stanno né a destra né a sinistra, ma sempre dalla parte della LIBERTA". Questo mi ha insegnato l"amico Aldo Chiarle, partigiano socialista ed opinionista dell"Avanti dal 1945.

Pensare di costituire una forza socialista e liberale in questa sinistra o con al suo interno personale politico antitetico con la storia e la cultura liberale e socialista (penso ad i postcomunisti e ai neodiessini della Cosa Rossa) equivale al tradire non solo la storia del partito che fu di Turati, ma anche impedire la formazione di una forza che vada al di là del socialismo (come io spero) e che guardi alla modernizzazione del Paese.

Pensare poi di aggregare laici, liberali e socialisti all"interno della Casa delle Illibertà (avete letto bene, Illibertà, con la I maiuscola) mi parrebbe parimenti assurdo, controproducente e financo dannoso per motivi che apparirebbero lampanti anche al primo che passa. Una Terza forza, al di là e contro gli attuali schieramenti conservatori sarebbe l"unica ALTERNATIVA per l"ALTERNANZA Laica, Liberale, Liberalsocialista.

Soluzioni diverse servirebbero solo a tirare a campare garantendo la poltrona a chi ce l"ha già o a chi ambisce ad averla per la mera prosecuzione di un Potere fine a sé stesso. Ce lo insegnò Gaetano Salvemini nell"articolo "Qualche sasso in capponaia" del 24 dicembre 1949 apparso su "Il Mondo", organo liberale diretto da Mario Pannunzio. Articolo, ahinoi, inascoltato da sempre dall"intellighenzia laica, dall"allora Psi, Psdi, Pri, Pli e oggi dai vari socialisti, liberali, repubblicani i quali preferiscono vendersi o svendersi a questo o quello schieramento al fine di ottenere qualche deputato in più, qualche assessore, qualche ministro, "qualche sasso in capponaia" in più insomma, utile solo a sé stesso.

Perché nei fatti una politica laica e liberale non è portata avanti da alcuno, a parte la buona volontà dei singoli (penso qui a Daniele Capezzone). Le province italiane sono state abolite? Il sistema pensionistico è stato riformato?Abbiamo un welfare che garantisca realmente chi ne ha bisogno? L"ambiente è realmente tutelato? Le opere pubbliche di interesse collettivo sono state portate avanti? I diritti civili e la ricerca scientifica hanno fatto passi avanti in questi ultimi anni? La risposta a tutti questi quesiti mi pare chiara: no.

Ed allora a che cosa serve "qualche sasso in capponaia" laico in siffatta situazione? Una vera ALTERNATIVA per una vera ALTERNANZA, al fine di arrestare il declino si impone (e l"alternativa non mi pare certo il governo dell"Unione prodiana come credono da qualche tempo i radicali...) Lo diciamo da anni ma...tant"è.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario