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  • 20160202 Giorgia on my mind

Meloni annuncia gravidanza al Family Day

Giorgia on my mind

Uno scivolone o un modo per attirare l'attenzione?

di Giorgio Cavangaro - 02 febbraio 2016

La vicenda di Giorgia Meloni, candidata sindaco a Roma per la destra e futura mamma nubile (auguri!) si presta a numerose considerazioni interessanti.

I commenti a carattere più torrenziale, soprattutto sui social network, mettono in luce alcune evidenti contraddizioni sul ruolo politico della nostra Giorgia.

Senza discussioni oziose, in politica, il privato resta pubblico, almeno nei limiti di ciò che una volta serviva a valutare l’idoneità al comando di un aspirante leader.

Che l’aspirante icona della tradizione cattolica annunci nel corso del Family Day la propria gravidanza avvenuta al di fuori del sacro vincolo suona dunque, a prima vista, come una campana fessa. Ma la considerazione più importante, quella che quasi nessuno fa, è un’altra.

Si è accennato prima ai parametri di valutazione. E’ del tutto chiaro che essi siano prepotentemente cambiati nel corso del tempo. Il valore della coerenza, per esempio, è in fortissimo ribasso. Anzi, il politico che segua un filo logico costante è guardato oggi con malevola sufficienza, percepito (parola magica!) come un grigio burocrate senza appeal (altra parola magica!) . Un’idea al giorno, non importa quale. Ecco la ricetta della felicità, o almeno della felicità preconizzata da Warhol, Mc Luhan ed Eszenberger prontamente applicata alla politica rampante del terzo millennio.

Forse gli Stati Uniti, con l’inattesa sconfitta di Donald Trump in Iowa, cuore repubblicano del Midwest, ci stanno come sempre indicando nuove tendenze, destinate a essere recepite in Europa nel prossimo futuro, o forse no. Intanto, da noi, quella che il povero cittadino medio alla mercè di manipolatori e tiratori di giacchetta di ogni razza e color interpreta lì per lì come uno scivolone, è un’imperdonabile sventatezza che si rivela frutto di una machiavellica strategia mediatica. Che consente nella fattispecie alla tenera Giorgia di aggiudicarsi l’unica cosa che conti davvero oggi in qualunque competizione: la prima pagina.

Non sto qui certo a dire che la Meloni abbia programmato la sua dolce attesa in perfetta concomitanza con le ormai prossime elezioni comunali. Lungi da me un simile pensiero.

Sicuramente osserverete inoltre che anche il sottoscritto, con le sue riflessioni, fa parte del gioco appena descritto in termini critici, e avete tutte le ragioni per pensarlo. Ma sull’annuncio più assurdo del mondo beh, due amare risate lasciatemele fare.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario