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  • 20150923 - Country Road

Tra Miss Italia e Volkswagen

Country Road

Il caso Volkswagen è devastante come una bomba atomica. Chissà cosa ne pensa la nostra Miss Italia, a proposito. 

di Giorgio Cavagnaro - 23 settembre 2015

Sui social network italiani impazza il solito truce battutaio. Al centro dell’attenzione sono in questo momento Miss Italia e le sue dichiarazioni sbarazzine sulla seconda guerra mondiale e i lazzi revanscisti contro la cattiva Germania e le sue Volkswagen truccate.

Entrambi rivelano più che altro come il livello medio, o meglio, l’humus culturale in cui sguazza la maggioranza italiota sia davvero desolante, con punte di cattivo gusto che destano serio imbarazzo.

Lasciamo stare la Miss e gli appassionanti dubbi che suscita (adorabile ingenuità o diabolica strategia comunicativa?) per focalizzarci sull’ordigno ad altissimo potenziale partito dalla bucolica Virginia, cantata con passione da John Denver negli anni settanta, ed esploso a Wolfsburg, storica sede della “Macchina del popolo”. Chi ha visto il bel documentario di Marcus Vetter “The Forecaster”, centrato sulla enigmatica figura di Marty Armstrong, economista e genio dell’informatica americano, capace di utilizzare il suo leggendario database come una formula magica in grado di sfornare previsioni sempre azzeccate sul futuro dell’umanità, sospetta che la gravissima crisi da lui preannunciata entro le idi di ottobre del corrente anno, possa essere proprio questa.

Le cifre mosse dal disastro Volkswagen sono potenzialmente astronomiche, da PIL di un medio paese occidentale. Finora, forse per un meccanismo psicologico di rimozione, ci si balocca col solito sghignazzo antitedesco. Facendo finta di ignorare che il meccanismo fraudolento scoperto dalla West Virginia University , USA, potrebbe essere solo l’inizio di un effetto domino sconvolgente per uno dei settori industriali portanti europei, quello dell’automobile. Mettereste la mano sul fuoco sulla probità assoluta dei nostri costruttori, nel campo dei sistemi di controllo emissioni nocive all’ambiente?

Un siluro micidiale, quello innescato dal”Center for alternative fuels, engines & emissions” dell’ateneo americano e sganciato appena possibile dall’Epa (United States Environmental Protection Agency).

A pensar male si fa peccato ma ci s’indovina, diceva un politico italiano di notevole acume, scomparso da qualche anno. Il caso Volkswagen si presenta devastante e tossico come una bomba atomica, in grado di decidere l’esito della guerra euro – dollaro, esattamente come il micidiale confetto nucleare sganciato dal bombardiere Enola Gay nel ’45 segnò la fine della seconda guerra mondiale.

Chissà cosa ne pensa la nostra Miss Italia, a proposito.

“Country roads, take me home  To the place, I belong  West Virginia, mountain mama  Take me home, country roads…”

J. Denver , “Country Roads” , 1971. USA.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario