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RISPOSTE NEWSLETTER 5 LUGLIO 2014

 

a GIUSEPPE PENNISI

Ne ho scritto a lungo su Avvemire e Formiche ed contatti stretti con il Fondo monetario. Situazione gravissima ........andiamo a riscadenzamento 

La situazione è gravissima da tempo. Ma dalle parti del governo sembrano essersene accorti solo ora. E in più, non vanno nemmeno d’accordo su cosa abbiano capito..

 

 

a CARLO GUASTAMACCHIA

Caro Gianni,

ecco, da Enrico Cisnetto, una fatale risposta al tuo quesito ("O si cambia o si muore").b   Cisnetto documenta analiticamente il come "si muore", tirando anche in ballo, giustamente, quel Delrio che ha fatto esternazioni forse non tutte fatte per caso e non tutte farina del suo sacco. E questo è ancora niente, perché si continua a parlare del baratro in cui stiamo cadendo (solo l'Italia?) senza tener conto di quanto, come tu sai, è la mia fissazione insopprimibile: l'iperantropizzazione planetaria. Certo, un certo grado di miopia (ignoranza?) fa anche comodo, dato che non si può parlare di malafede di fronte ad un panorama così "planetario", ma se solo si considera che tra circa cent'anni saremo almeno 14 miliardi (dati OMS) con un prolungamento inarrestabile della speranza di vita…ebbene, questo fa comprendere che PIL e SPREAD sono cianciafruscole, di fronte a quanto presto (molto presto !) dovrà affrontare l'Umanità intera. Il mio non è un guardare "di sbieco", banalmente distraente. E' il rammaricarmi di come, ancora una volta, come accade per i guai economici, la mancanza di lungimiranza porta poi a condizioni in cui il tuo quesito ("O si cambia o si muore") non ha proprio senso, perché SI MUORE e basta. Tutt'al più, consolazione davvero magra, ci si può chiedere COME si morirà, ma questo, a parte analisi da fare più con i tarocchi che con le competenze di cui disponiamo, è davvero cosa di poco conto. Ciao ciao a te e Cisnetto

Tamà

Saluti a lei, con il dono di un po’ di ottimismo della volontà..

 

a EMANUELE REMONDINI

Ciao Enrico, son passato di sfuggita all'assemblea degli industriali genovesi e mi rallegro per il tuo ruolo di moderatore. Io continuo a esser contrario ai facili catastrofismi benche' temibili e ben motivati . Dopo Renzi Del Rio,Padoan e la sua giovane squadra, se la scena politica resta quella attuale, allora si, ci si puo' solo aspettare  il baratro. Ma tu invero sottaci che questi 100 gg.di governo Renzi (o giu'di li) stanno rosicchiandosi le previste scadenziate riforme  solo grazie a quelle deprecabili forze occulte del Paese,responsabili  dei disastri perlomeno dell'ultimo ventennio, che infischiandosi delle conseguenze  auspicano che "muoia Sansone e i filistei". Mi sembra sotto gli occhi di tutti ma pochi se non nessuno lo dicono. Continuo a augurarmi che Renzi come ha ben fatto capire subisca entro certi limiti le pressioni pur di fare le riforme ma si sia dato un termine (prima o  o dopo ferragosto,massimo Settembre) per andare a casa come non di rado ha detto,spiegando il perche'; dopodiche' alle inevitabili elezioni prendersi la maggioranza dei voti italiani che alle europee hanno voluto dare un segno di fiducia a questo giovane che avra'i suoi difetti ma non quello di aver fatto ben capire ha le idee chiare. B.domenica. Ema.

A Genova mi avrebbe fatto piacere salutarti. C’è qualcuno che sostiene che se la riforma del Senato non venisse votata entro il 20 luglio Renzi punterà direttamente al voto. Un azzardo.. principalmente perché con l’attuale legge elettorale non gli basterebbe nemmeno il 49% per governare da solo. E saremmo punto e a capo.

 

a GABRIELE MATARAZZO

Spett. Redazione. Complimenti,come sempre, per la puntuale, rigorosa, sincera disamina delle condizioni attuali di questa ITALIA, con i suggerimenti opportuni per il superamento della crisi che ci affligge, compresa l'istituzione di una commissione di esperti economisti che, con pareri professionali riescano a concordare una linea direttiva, sia pure complessa e difficile, senza ingerenze particolari, lobbistiche, o in conflitto con i provvedimenti che ogni giorno di più sono necessari. E SPERIAMO BENE, con sempre cordiali saluti da Gabriele Matarazzo

Poi sarebbe importante che il governo qualche consiglio disinteressato lo ascolti, invece di pensare di essere in  grado di capire, analizzare, risolvere ogni problema in un maldestro delirio di onnipotenza.…

di Enrico Cisnetto - 05 luglio 2014

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario